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Si è tenuto nella giornata questo weekend il S.I.S.Me.R. FORUM 2019, un convegno internazionale in cui esperti di tutto il mondo si sono riuniti a Bologna per confrontarsi sui temi della procreazione assistita e dell’infertilità. Probabilmente un paziente si chiede in quale modo questi appuntamenti siano importanti per lui e come possano aiutare il suo sogno. Il sogno è una parola tanto importante che è stata titolo di questa edizione bolognese del Forum internazionale, ovvero “The dream of (my) life”. Il verbo sognare nell’ambiente della riproduzione assistita è utilizzato sia dal paziente che dal medico, con aspetti differenti, ma che trovano punto di intersezione nel raggiungimento del comune obiettivo di entrambi. Il medico e il ricercatore che sceglie di operare nel mondo della riproduzione assistita ha certamente il sogno di lasciare un segno, sia nell’ambito scientifico, sia nella vita dei pazienti. Infatti, questo è un settore nato da pochi decenni, così come alcune figure professionali che lo riguardano da vicino come quella dell’embriologo, e grazie a tale giovinezza le innovazioni sono quasi all’ordine del giorno. Non solo le pubblicazioni di ricerche che avvengono ogni anno sono più numerose e frequenti di altri settori della medicina più antichi, ma i risultati ottenuti migliorano realmente di anno in anno: se un tempo i bambini nati grazie a queste tecniche erano pochissimi oggi in Italia sono il 3% del totale; non solo, le tecniche adottate dai medici aumentano per numero e migliorano in lassi di tempo sempre più brevi; le complicanze riscontrate ogni anno hanno un’incidenza minima. Contemporaneamente, anche il paziente vuole sognare, e il suo sogno è ben chiaro: avere un figlio, o una figlia o più figli da amare. Mettere al mondo un figlio significa prendersi cura di lui, ma prima ancora vuol dire desiderarlo, ed è proprio quel sogno che spinge tante donne e tanti uomini a rivolgersi a centri come S.I.S.Me.R. E’ importante essere sempre sinceri con i nostri pazienti: avere un figlio grazie alla riproduzione assistita non è sicuro al 100%, infatti le percentuali sono diverse in base a numerose variabili, ma è necessario ricordare che le probabilità aumentano di anno in anno grazie ad un lavoro duro. Un lavoro che avviene nei nostri laboratori dove i ricercatori sognano il futuro della fecondazione assistita, immaginando il futuro e sperimentando la sua fattibilità. Un lavoro che avviene nel rapporto costruttivo tra medici e pazienti, che non si impara sui libri dell’università, ma sul campo portando alle persone l’esperienza personale e del Centro in cui si opera. Tuttavia, è anche un lavoro che avviene all’interno di questi appuntamenti scientifici internazionali, in cui i giovani imparano dai senior, dove gli esperti si confrontano con i colleghi, e per cui la condivisione delle idee è uno stimolo ad offrire le migliori soluzioni ai pazienti, per consentire loro di realizzare il tuo sogno di diventare mamma e papà.    

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