aspettando il 2023 per accogliere una nuova vita: buone feste!

ASPETTANDO IL 2023 PER ACCOGLIERE UNA NUOVA VITA: BUONE FESTE!

Il Natale è alle porte e per chi sta cercando un figlio da tempo, può essere un momento difficile da affrontare, soprattutto in una società ancora molto legata alla famiglia. Le pubblicità ci tempestano di immagini di bambini e ci aspettano cenoni con i parenti pronti a chiedere, per l’ennesimo anno, e voi quando ci date un bel nipotino?

Innanzitutto, se il contesto che vivrete non solo non vi è di supporto, ma é addirittura negativo, ricordate che potete scegliere di passare le feste in modo diverso, senza seguire il modello tradizionale che implica di stare con tutta la famiglia circondati di bambini; anzi potete cogliere l’occasione per una vacanza o per andare a trovare amici che non vedete da tempo. Il benessere psicologico è un fattore fondamentale se avete in programma di intraprendere un percorso di fecondazione assistita; quindi, lasciate fuori dalla porta “ciò che gli altri si aspettano che facciate” e dedicatevi a quello che vi piace e vi fa stare bene.

Inoltre, utilizzate questo momento di pausa dai ritmi di lavoro quotidiani per recuperare le energie, mangiare e bere nel modo corretto e fare passeggiate all’aperto; essere in salute e in uno stato di buona forma fisica, infatti, può influire positivamente sulle possibilità di successo dei vostri trattamenti.

Il 2023, secondo la tradizione cinese, è l’anno del coniglio, animale notoriamente prolifico, quindi speriamo sia di buon auspicio. Anche nel nuovo anno, lo staff di S.I.S.Me.R. sarà a vostra disposizione per darvi totale supporto medico-specialistico e accompagnarvi nel percorso per diventare genitori.

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Quanto tempo ho ancora per riuscire a concepire? Attenzione alla menopausa precoce

QUANTO TEMPO HO ANCORA PER RIUSCIRE A CONCEPIRE? ATTENZIONE ALLA MENOPAUSA PRECOCE

Tra le cause di infertilità, sta assumendo un ruolo rilevante un fenomeno spesso poco conosciuto e sottovalutato:  la menopausa precoce

La menopausa è un fenomeno fisiologico che normalmente si manifesta intorno ai 45-50 anni e implica per la donna l’esaurimento della riserva ovarica e, di conseguenza la fine dell’età fertile

In alcune donne, però, la menopausa può manifestarsi anche diversi anni prima rispetto alla media, con la potenziale compromissione di un eventuale processo riproduttivo. La menopausa precoce spesso non ha una causa specifica, ma ci sono vari fattori che possono influire, come ad esempio la familiarità (madre, nonna con menopausa precoce), il fumo, un alimentazione scorretta e uno stile di vita eccessivamente sedentario. 

In altri casi invece, la menopausa può insorgere forzatamente in giovane età per via di trattamenti medici (chemio e radioterapia) o chirurgici (isterectomia). 

Al di là di cercare di condurre uno stile di vita sano, purtroppo attualmente non si può far molto per prevenire la menopausa precoce, che è un fenomeno irreversibile. Abbiamo però a disposizione alcuni strumenti che possono predirla con un elevato grado di accuratezza, come ad esempio la conta dei follicoli antrali (AFC) che prevede un esame ecografico eseguito nella prima fase follicolare del ciclo mestruale per valutare il numero di follicoli antrali presenti all’interno delle ovaia.

Di solito, per avere un quadro più completo, è consigliabile abbinare questo esame al dosaggio dell’ormone anti-mulleriano (AMH), la cui concentrazione nel sangue riflette la quantità di follicoli e la qualità ovocitaria. Si tratta di esami semplici e poco invasivi, particolarmente consigliati se si sospetta di avere qualche fattore di rischio o se si desidera programmare una gravidanza. 

E’inoltre importante tenere sempre presente che fisiologicamente la fertilità femminile diminuisce con l’età e che già alcuni anni prima della menopausa la capacità riproduttiva può essere significativamente compromessa. Che fare, allora, se i valori indicano che ormai il processo menopausale è in atto e rimane poco tempo? 

Una soluzione possibile è la crioconservazione degli ovociti (detta anche “social freezing“) per accedere successivamente alle procedure di procreazione medicalmente assistita qualora non si riesca a concepire in modo spontaneo. Il processo prevede un’induzione dell’ovulazione attraverso la somministrazione di farmaci che permettono di portare a maturazione più follicoli, il prelievo degli ovociti e il loro congelamento in azoto liquido (-196° C), mezzo nel quale possono rimanere conservati senza degenerare per anni. Chiaramente però la crioconservazione non migliora la qualità ovacitaria, per cui il social freezing garantisce migliori risultati se fatto in giovane età o comunque prima che i sintomi della menopausa inizino a manifestarsi. 

Occorre anche tenere presente che la menopausa, però, non implica necessariamente la rinuncia al progetto di una gravidanza. In assenza di controindicazioni, infatti, è possibile valutare il ricorso alla donazione di ovociti

Per evitare spiacevoli sorprese e delusioni, è importante che ogni donna sia consapevole dei meccanismi fisiologici del proprio corpo, dei fattori di rischio che possono influire su di essi e degli strumenti che la medicina mette a disposizione. E’ necessario inoltre monitorare alcuni sintomi che possono fungere da campanelli di allarme, come ad esempio irregolarità del ciclo mestruale, vampate di calore, emicrania e disturbi dell’umore.

Qualora si sospetti di essere a rischio di menopausa precoce, è sempre consigliabile parlare con il proprio ginecologo, che prescriverà gli esami più appropriati per valutare la situazione. Presso S.I.S.Me.R.  è possibile eseguire tutti gli esami diagnostici, effettuare la crioconservazione di ovociti, consultare uno specialista in medicina della riproduzione per conoscere le opzioni disponibili o programmare un trattamento di procreazione assistita. Non abbiate timore a confrontarvi con gli specialisti, parlare apertamente con loro  può fare la differenza per il vostro futuro. 

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Tumori Femminili: Alimentazione e Prevenzione

TUMORI FEMMINILI: ALIMENTAZIONE E PREVENZIONE IL PRIMO PASSO PER DIFENDERSI

I tumori femminili colpiscono ogni anno numerose donne in diverse fasce di età. Tuttavia, grazie ai programmi di screening, alle innovazioni nel campo delle terapie mediche e chirurgiche e a una maggiore attenzione al mantenimento di stili di vita più sani, la diagnosi precoce permette di curare efficacemente un numero sempre crescente di pazienti.

Dal punto di vista dello stile di vita, un ruolo di primaria importanza è svolto dall’alimentazione. E’ fondamentale inserire nella propria dieta almeno 5 porzioni al giorno di frutta e verdura colorata, possibilmente bio e a km0. Questi alimenti sono importanti fonti di vitamine, sali minerali, fibre e flavonoidi (pigmenti vegetali), sostanze ricche di antiossidanti in grado di contrastare l’azione dannosa dei radicali liberi.

In questa stagione, ad esempio, la natura ci regala: cipolle e finocchi (bianchi), zucca e carote (arancioni), pomodori e peperoni (rossi) e broccoli e lattuga (verde). È importante anche scegliere carboidrati integrali variando tra grano, orzo, farro, avena, quinoa e amaranto, ricchi di fibra utile a nutrire la flora batterica intestinale e regolare l’assorbimento di zucchero e grassi. Ai salumi e alla carne rossa (ricchi di nitriti, nitrati e ormoni), preferire i legumi e la frutta secca; fonti di proteine alternative che, se abbinate ai carboidrati, completano il pasto. A merenda? Un buon cioccolato extra-fondente che aiuta anche l’umore!

A un corretto regime alimentare, è indispensabile abbinare l’attività sportiva (bastano lunghe passeggiate all’aria aperta senza chiudersi in palestra su delle macchine) e non fumare .

Da un punto di vista medico, è imprescindibile:

  • sottoporsi a visite di controllo ginecologiche e senologiche almeno una volta all’anno;
  • eseguire i test di screening (PAP test, HPV test, etc…) secondo le scadenze previste per le diverse fasce di età;
  • valutare col proprio medico e/o col proprio ginecologo l’opportunità di sottoporsi al vaccino contro l’HPV;
  • Sottoporsi a ecografia mammaria almeno una volta all’anno;
  • Dopo i 40 anni sottoporsi a mammografia biennale;

L’équipe di S.I.S.Me.R. è a disposizione per affiancarvi nel vostro percorso di prevenzione sia da un punto di vista medico che nutrizionale.
Inoltre, in caso di diagnosi di una di queste patologie, è possibile programmare percorsi di preservazione della fertilità in collaborazione con gli oncologi e i medici di riferimento delle pazienti.

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Anche gli uomini hanno un orologio biologico

ANCHE GLI UOMINI HANNO UN OROLOGIO BIOLOGICO

Se avete una coppia di amici over 40 che hanno concepito naturalmente un figlio al primo tentativo con una gestazione perfetta e un bimbo sano, non illudetevi, rappresenta una rara eccezione e non la norma. Nella realtà, i gameti, sia femminili che maschili, invecchiano e l’età è uno dei fattori di mancato concepimento più comuni.

L’espressione “orologio biologico” viene frequentemente usata per definire i processi di esaurimento della riserva ovarica presente fin dalla nascita che portano le donne a essere meno fertili con l’aumentare dell’età fino a perdere del tutto la capacità di avere figli con l’arrivo della menopausa. Lo stesso modo di dire, invece, non è comune per gli uomini perché – a differenza di quanto avviene per gli ovociti – gli spermatozoi continuano a essere prodotti per tutta la durata della loro vita. Bisogna, però, sottolineare come, la loro quantità e qualità peggiorano nel tempo, in relazione ad un graduale declino dei livelli ormonali e al comparire o peggiorare di diverse patologie andrologiche.

Dai 20 agli 80 anni la quantità di liquido seminale prodotta mediamente da un uomo diminuisce in modo costante, così come la motilità, cioè la capacità degli spermatozoi di muoversi verso un ovocita. come dimostra il dato che il tempo medio necessario a una coppia per concepire è di 4 mesi e mezzo se l’uomo ha meno di 25 anni, di quasi due anni se l’uomo ha più di 40 anni.

In uno studio realizzato nel Regno Unito [1], si esclusero gli effetti dell’età delle madri, della frequenza dei rapporti sessuali e di altre caratteristiche fisiche dei partner, per capire se gli uomini più vecchi avessero più difficoltà a concepire per la qualità del proprio sperma. Furono analizzate 1.976 gravidanze e risultò che per gli uomini con più di 45 anni era necessario il quintuplo del tempo per concepire rispetto agli uomini con meno di 25 anni. Un altro effetto dell’età del padre si ha nei casi di aborto spontaneo, che paiono essere più probabili nel primo trimestre di gravidanza quando l’età del padre è maggiore.

Quindi, sebbene l’effetto dell’età paterna sulle probabilità di concepimento sia ridotto rispetto a quello dell’età materna, presso S.I.S.Me.R. non lasciamo nulla al caso approfondendo tutti i potenziali fattori di infertilità maschile razie ad indagini diagnostiche specifiche effettuate presso il nostro Laboratorio di Andrologia e alla consulenza dei nostri Andrologi.

[1] https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/12801554/

 

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