La Riproduzione Assistita: il prezioso ruolo del partner maschile

LA RIPRODUZIONE ASSISTITA: IL PREZIOSO RUOLO DEL PARTNER MASCHILE

Per un uomo, un trattamento di riproduzione assistita può rappresentare una sfida difficile in cui entrano in gioco vari aspetti. Infatti, non riuscire ad avere figli può essere, per la figura maschile, motivo di disagio a causa di stereotipi legati alla potenza sessuale e alla virilità tanto infondati e discutibili quanto ancora diffusi nel nostro Paese che rischiano di rendere la diagnosi di infertilità ancora più difficile da accettare. Inoltre, spesso, l’uomo si trova in una situazione passiva dove “sopportare” il fatto che la sua partner si sottoponga a un trattamento medico invasivo senza potersi sentire d’aiuto. 

Intraprendere un percorso di fecondazione assistita non deve essere mai vissuto come una sconfitta personale in cui sentirsi diversi o “sbagliati” isolandosi nei problemi e nelle paure, ma va profondamente compreso che l’infertilità, sia femminile che maschile, è una patologia molto più comune di quanto non si creda per la quale non bisogna provare nessuna colpa. 

Solitamente, le donne hanno amiche e parenti con cui confidarsi, mentre l’uomo tende a chiudersi. E’ invece, importante comunicare e fare rete con chi si sente vicino oltre che con il partner che ha bisogno di particolari attenzioni in un momento così delicato; quindi, cercate di fare più attività insieme e regalatevi momenti di svago che piacciano a entrambi e che vi permettano di non pensare a quanto difficile o lunga può essere l’attesa di una gravidanza. Parlare delle proprie emozioni, esperienze e aspettative aiuta a sentirsi più forti e ad intraprendere il percorso ancora più uniti di prima.

Presso S.I.S.Me.R., è possibile trovare esperti a cui rivolgersi per un supporto psicologico in modo da affrontare il più serenamente possibile il trattamento, sia come individui che come coppia.

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Come prepararsi alla raccolti di liquido seminale

COME PREPARARSI ALLA RACCOLTA DEL LIQUIDO SEMINALE

In un percorso di riproduzione assistita (inseminazione artificiale, fecondazione in vitro o donazione di ovociti) resta un passaggio cruciale la raccolta del liquido seminale necessario per la fertilizzazione degli ovociti o per eseguire test diagnostici, come ad esempio lo spermiogramma. 

Arrivare preparati fisicamente e psicologicamente al giorno della produzione del campione è molto importante e può influire anche sulle probabilità di successo del percorso di procreazione medicalmente assistita.

Ecco, quindi, alcuni consigli per ottimizzare la qualità e l’integrità del liquido seminale:

  • Mantenere un’astinenza sessuale di minimo 3 giorni e massimo 5 giorni.
  • Il campione si deve ottenere mediante masturbazione, dopo aver orinato ed essersi lavati bene sia le mani che i genitali
  • Il liquido seminale deve essere raccolto nel contenitore sterile fornito dal laboratorio 
  • Non vanno applicate pomate o creme lubrificanti almeno nelle 8 ore precedenti alla raccolta del campione
  • Se nei giorni precedenti a quello previsto per la raccolta è intervenuto un evento potenzialmente debilitante (trauma, malattia, assunzione di farmaci) è importante comunicarlo al medico o al personale di laboratorio che valuteranno la situazione. 

Ricordiamo inoltre che la raccolta del liquido seminale deve essere necessariamente effettuata presso la clinica e non è possibile eseguirla a casa per garantire la corretta identificazione del campione, per fare sì che venga immediatamente trattato e conservato in condizioni ottimali in laboratorio e per prevenire possibili contaminazioni.

In caso di dubbi o timori in merito alla produzione del campione, parlatene senza imbarazzo con i medici che vi seguono in modo da cercare di organizzare la raccolta nel modo per voi più confortevole possibile. 

Presso S.I.S.Me.R.  è possibile effettuare una ampia gamma di test di laboratorio (spermiogramma, test di Separazione Nemaspermica, studio del DNA spermatico, FISH test, test di Birifrangenza) e crioconservare il proprio liquido seminale. E’ inoltre disponibile un servizio di consulenza specialistica  e chirurgia andrologica che ci permette di occuparci della salute dell’uomo a 360 gradi. 

 

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PMA ed Iniezioni, come farle correttamente

PMA E INIEZIONI, COME FARLE CORRETTAMENTE?

Chi affronta un percorso di PMA si sottopone a una terapia, più o meno complessa, che prevede l’iniezione di farmaci per via sottocutanea, anche più volte al giorno, per settimane. 

Al fine di evitare reazioni locali come dolore, ecchimosi, indurimenti ed ematomi e dissipare ogni dubbio o paura, per chi teme di non iniettare il farmaco nel modo giusto, vediamo insieme la corretta esecuzione di una puntura sottocutanea:

  1. Lavare le mani con acqua e sapone 
  2. Disinfettare il sito di iniezione con movimenti circolari per un’area di qualche centimetro (questo movimento di strofinamento permette di rimuovere le secrezioni della cute che contengono microrganismi)
  3. Prendere la siringa con la mano con cui si scrive e con l’altra formare una plica cutanea nell’addome stando a circa 5 centimetri dall’ombelico
  4. Inserire l’ago a 90° o 45° (preferire aghi di lunghezza compresa tra 4 e 6 mm; in questo caso, l’iniezione può essere effettuata posizionando l’ago a 90° sul piano cutaneo – un ago di queste dimensioni permette di iniettare il farmaco direttamente nel tessuto sottocutaneo, senza correre il rischio di raggiungere il tessuto muscolare- mentre se si utilizza un ago di lunghezza superiore ai 6 mm, è preferibile inserire l’ago a 45° rispetto al piano cutaneo)
  5. Iniettare lentamente il farmaco mantenendo la siringa ferma in sede fino a quando lo stantuffo non è completamente abbassato 
  6. Lasciare l’ago all’interno della cute per almeno 5 secondi dopo aver finito il contenuto nella siringa
  7. Estrarre l’ago delicatamente e lasciare, contemporaneamente, la plica.
  8. Tamponare il sito di iniezione con una garza o del cotone sterile senza strofinare, mantenendo la leggera pressione per circa un minuto 

Se si usano siringhe preriempite si raccomanda di non espellere l’aria presente nella siringa prima dell’iniezione: questa procedura non solo non è necessaria, ma potrebbe compromettere il corretto assorbimento del farmaco nel tessuto sottocutaneo e il dosaggio somministrato. 

Se avete dubbi, potete consultare il bugiardino, visionare i tutorial ufficiali disponibili on-line o chiedere al medico o alle ostetriche di mostrarvi la procedura che dovrete poi seguire a casa. 

Infine, visto che dovrete fare più iniezioni al giorno, cercate di cambiare lato dell’ombelico, ad esempio la mattina usate la parte destra e la sera la parte sinistra.

Un piccolo trucco se avete paura degli aghi? Mettervi un dolcetto davanti sapendo che terminata l’iniezione potete concedervi qualcosa di goloso che vi ricompensi della prova di coraggio!

 

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Certificazione ESHRE per i Centri di PMA: che cos’è e perché è così importante

CERTIFICAZIONE ESHRE PER I CENTRI DI PMA: CHE COS’È E PERCHÉ È COSÌ IMPORTANTE

Valutare un Centro di PMA prima di sceglierlo è fondamentale per poter ricevere un servizio di maggiore qualità e per avere a disposizione trattamenti che garantiscano maggiori probabilità di successo.

Per aiutare le coppie abbiamo creato una guida per approfondire le caratteristiche che consigliamo di prendere in considerazione per scegliere al meglio il Centro di PMA.

ESHRE, la Società Europea di Riproduzione Umana ed Embriologia, è uno dei punti di riferimento scientifici più importanti a livello internazionale nel campo della Medicina della Riproduzione, raccogliendo i più importanti esperti del settore, promuovendo la ricerca e la formazione, e rappresentando le istanze di professionisti e pazienti presso le principali istituzioni nazionali ed europee.

S.I.S.Me.R. ha contribuito attivamente alle attività di ESHRE mettendo al servizio della Società ben 2 Presidenti, ovvero il Dr. Luca Gianaroli (2009-20011) e la Dott.ssa Maria Cristina Magli (2019-2021).

ESHRE, per identificare i Centri PMA di eccellenza, ha deciso di istituire una propria Certificazione, offrendo così ai pazienti un prezioso strumento poter scegliere al meglio il Centro a cui affidarsi. Tale Certificazione ha lo scopo di identificare i Centri che svolgono le loro attività secondo gli standard definiti dalle Linee Guida e riconosciuti a livello internazionale.

Una Certificazione di qualità e sicurezza, quindi, a tutela prima di tutto dei pazienti.

I criteri stabiliti da ESHRE per il conseguimento della Certificazione da parte di un Centro sono estremamente rigorosi. In particolare, la Società Europea ha scelto una serie di variabili e dati che vengono analizzati da due ispettori qualificati, un medico e un embriologo.

Tra gli elementi che vengono valutati vi sono la struttura, i servizi offerti, la composizione dello staff, le procedure cliniche e di laboratorio, i risultati dei trattamenti, l’eventuale presenza di un sistema di gestione per la qualità e l’adesione a normative e linee guida.

Per garantire l’obiettività della valutazione, gli ispettori effettuano anche una verifica ispettiva per osservare in prima persona le procedure in uso presso i Centri e le attività svolte.

In base al risultato di tali analisi ad ogni Centro viene assegnato un punteggio, che se superiore al 66% garantisce la certificazione per un periodo di 3 anni.

Il Dottor Gianaroli ha contribuito significativamente allo sviluppo di questo programma di certificazione, di cui è stato coordinatore dalla sua fondazione nel 2016 fino al 2021. I risultati dei primi anni di operatività della certificazione sono diventati oggetto di una pubblicazione pubblicata su una prestigiosa rivista scientifica.

GIANAROLI L, VEIGA A, GORDTS S, EBNER T, WOODWARD B, PLAS C, VAN GROESEN W, SGARGI S, KOVACIC B. ESHRE certification of ART centres for good laboratory and clinical practice. Human Reproduction Open, pp. 1–10, 2022 https://doi.org/10.1093/hropen/hoac040

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Fumo (anche passivo) e PMA: una cattiva combinazione

FUMO (ANCHE PASSIVO) E PMA: UNA CATTIVA COMBINAZIONE

La letteratura scientifica è concorde nell’affermare che le donne che fumano sono meno fertili, hanno un indice di fecondabilità (possibilità di concepire per ciclo) ridotto, impiegano più tempo a restare incinte rispetto alle coetanee (in media più di un anno) e raggiungono la menopausa più precocemente. Anche negli uomini, l’abitudine della sigaretta danneggia in modo significativo la capacità riproduttiva.  Il fumo, infatti, è dannoso per la salute in generale e diventa un elemento ancora più critico se si vanno ad analizzare gli effetti a livello del liquido seminale, delle alterazioni genetiche, della motilità tubarica, della riserva ovarica e della capacità dell’endometrio di accogliere l’embrione. Inoltre, al fumo sono associati un maggior numero di aborti spontanei, parti pretermine e di gravidanze extrauterine.

Come se non bastasse, nelle donne fumatrici che si sottopongono a PMA, spesso si devono usare dosaggi maggiori di farmaci, si ottengono meno ovociti (riducendo le possibilità di avere embrioni da impiantare) e serve un numero maggiore di cicli con relative ripercussioni emotive ed economiche. Gli aspiranti genitori, quindi, hanno numerosi motivi per provare a smettere di fumare e per aiutarli S.I.S.Me.R. mette a disposizione un servizio di consulenza specialistica per chi desidera intraprendere un percorso di smoking cessation: un gesto fondamentale per la vita che state per accogliere.

Attenzione:  quanto espresso precedentemente vale anche per il fumo passivo, sebbene in misura ridotta. Fate quindi attenzione agli ambienti che frequentate e chiedete anche a chi vi sta vicino di rispettare l’importante percorso che state affrontando.

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PMA e Consulenza Psicologica, una risorsa in più per affrontare una nuova sfida

PMA E CONSULENZA PSICOLOGICA, UNA RISORSA IN PIU’ PER AFFRONTARE UNA NUOVA SFIDA

Addentrarsi nel mondo della fecondazione assistita è, solitamente, un percorso difficile e doloroso che arriva spesso dopo molti tentativi falliti. In particolare, giungere alla scelta dell’eterologa lo è ancora di più. Infatti, il ricorso a gameti provenienti da donatori esterni alla coppia è una prospettiva che spaventa e fa nascere molti dubbi come: se avrò un figlio, mi assomiglierà? Lo sentirò comunque mio? Gli dovrò dire come è stato concepito?

Un sostegno psicologico prima, durante e dopo il trattamento, è quindi fondamentale al fine di esplorare le ripercussioni emotive della condizione di infertilità o sterilità, per approfondire gli atteggiamenti verso la possibile gravidanza e per avere consapevolezza della scelta intrapresa. La consulenza può essere rivolta sia alla coppia, che ai singoli partners. 

E’ per questi motivi che SISMeR prevede come tappa obbligatoria per la coppia un confronto con la psicologa. Tale colloquio permette ai futuri genitori di essere rassicurati e informati e, al nostro specialista, di valutare come la coppia ha maturato questa scelta, le modalità di elaborazione rispetto ai fattori psicologici implicati, le fantasie e le aspettative della coppia sul bambino, nonché l’approccio al fatto che il patrimonio genetico del nato non corrisponderà a quello di entrambi i genitori. 

Chiaramente, i nostri specialisti sono a disposizione anche per ulteriori incontri, in quando un supporto psicologico può facilitare l’elaborazione della diagnosi di infertilità e prepararvi al delicato percorso che affronterete inseguendo il grande e meraviglioso progetto di diventare genitori.

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PMA: mio figlio sarà un bimbo come gli altri?

PMA: MIO FIGLIO SARA’ UN BIMBO COME GLI ALTRI?

La letteratura scientifica già da anni ha evidenziato come non ci siano differenze nella crescita di bambini nati grazie alla procreazione assistita rispetto a quelli concepiti naturalmente. Di recente, uno studio condotto dall’Università di Bristol al quale ha partecipato anche il Registro Nazionale Gemelli (RNG) dell’Istituto Superiore di Sanità ha ulteriormente confermato questo dato.

Sebbene sia comune leggere che i bambini concepiti mediante tecniche di PMA abbiano un maggior rischio di basso peso alla nascita e di parto pretermine, il più delle volte questo è dovuto al fattore di infertilità (e non alla tecnica utilizzata per trattarlo) oppure al fatto che il trasferimento di più di un embrione può aumentare la probabilità di gravidanze gemellari (più soggette a complicanze sia per la madre che per i feti). Proprio per ridurre i rischi legati alle gravidanze gemellari e tutelare la salute dei propri pazienti, S.I.S.Me.R. ha adottato la politica di trasferire un singolo embrione, crioconservando quelli restanti (nel caso ci siano) per impianti successivi.

Inoltre, durante il percorso di PMA è possibile eseguire screening genetici dei genitori e dell’embrione che vanno a diminuire drasticamente i rischi di concepire bambini affetti da anomalie. Infine, anche dal punto di vista dello sviluppo cognitivo, i risultati sono incoraggianti.

I bambini nati da PMA crescono in modo perfettamente normale e mostrano, talvolta, uno sviluppo cognitivo migliore rispetto ai loro coetanei. Da un punto di vista psico-sociale, la spiegazione sociale e logica risiede nel fatto che le donne/genitori che accedono alla fecondazione assistita sono, di norma, più vecchi, hanno un più alto livello di istruzione e un reddito migliore.

Inoltre, i bambini nati da fecondazione assistita sono generalmente il risultato di gravidanze profondamente desiderate e pianificate per le quali i genitori che hanno investito molte risorse emotive, economiche e di tempo, sviluppando quindi un elevato livello di consapevolezza del loro progetto familiare. L’insieme di tali caratteristiche, dunque, può giocare un ruolo positivo nello sviluppo dei figli.

Quindi lasciamo le paure e gli allarmismi dentro a un cassetto, affrontando il percorso di PMA con positività ed entusiasmo.

 

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Ogni bambino richiede il suo tempo: cosa aspettarsi davanti ad un percorso di PMA

OGNI BAMBINO RICHIEDE IL SUO TEMPO, ANCHE PRIMA DEL CONCEPIMENTO. 

COSA ASPETTARSI DAVANTI A UN PERCORSO DI PMA

Iniziare un percorso di procreazione medicalmente assistita significa, anche, dedicare tempo al proprio corpo, alla propria mente e alle procedure mediche e di laboratorio necessaire. Questi trattamenti, infatti, implicano protocolli che prevedono controlli ed esami con cadenze nette che non possono essere rimandate o posticipate e, spesso, nemmeno comunicate con grande anticipo.

Infatti, ogni donna ha il proprio ciclo mestruale e una risposta al trattamento farmacologico individuale che deve essere monitorata a scadenze regolari in modo da capire se tutto procede correttamente e quando è il momento “perfetto” per prelevare gli ovociti o trasferire gli embrioni. Questo vale anche per il partner maschile: devono essere fatti accertamenti preliminari e il campione di liquido seminale deve essere prodotto in date e orari precisi. Simulare la sincronia di un processo naturale complesso come la riproduzione umana, è un compito arduo che deve tener conto di moltissimi parametri che vanno “incastrati” per creare un puzzle unico e completo: dare nuova vita.

S.I.S.Me.R. vi accompagnerà ad ogni passo, ma provate a dedicare il giusto tempo alla preparazione e attuazione del percorso insieme: cercare un bimbo deve essere la priorità, scavalcando impegni di lavoro, vacanze lontane, trasferte o impegni improrogabili. Il nostro corpo, sia femminile che maschile, deve subire meno stress possibile e “comunicare” all’ambiente che accoglierà la creatura, che siamo pronti a farlo nel miglior modo. Quindi, portate pazienza se vi chiederemo di fare prelievi il mattino successivo, di venire in clinica la mattina presto di domenica o di dover aspettare qualche settimana, è il piccolo prezzo che bisogna pagare per ricreare la magia della natura e aiutarvi a diventare genitori.

 

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Estate e PMA, sfruttiamo queste ultime settimane per arrivare riposati e pronti per il trattamento

ESTATE E PMA, SFRUTTIAMO QUESTE ULTIME SETTIMANE PER ARRIVARE RIPOSATI E PRONTI PER IL TRATTAMENTO

Le vacanze estive sono il periodo ideale per staccare da tutto e caricarsi di energia per affrontare al meglio il percorso di PMA imminente. Sia che preferiate fare un tuffo al mare che una passeggiata in montagna o una gita culturale, ecco alcuni in vista della ripresa, o dell’inizio, di un trattamento di riproduzione assistita in modo da arrivare a settembre in piena forma fisica e mentale.

1. Bere almeno due litri d’acqua al giorno in modo che il corpo sia sufficientemente idratato e non subisca colpi di calore e disidratazione usando, anche, una buona crema solare e coprendo la testa con un cappello. Evitate lunghe esposizioni al sole, non siamo lucertole!

2. Mangiare bene sfruttando i doni dell’estate con alimenti freschi e leggeri con pasti e spuntini ricchi di frutta e verdura. Cercate di limitare gli alcolici (soprattutto i super alcolici contenuti nei cocktail o gli amari, meglio un semplice bicchiere di vino) e cibi confezionati a lunga scadenza.

3. Fate esercizio fisico: camminare, nuotare, andare in bicicletta, va bene tutto, senza eccessi o sforzi estremi. Se siete già sotto stimolazione ormonale, evitate sport che prevedano salti o attività fisica intensa.

4. Prendetevi il lusso di perdere tempo; lasciate i pensieri, i ritmi frustranti, le liste di cose da fare in un cassetto e imparate a fare respiri profondi. Dimenticate il cellulare in albergo e mettete nella borsa un buon libro. Diminuire lo stress è un punto cruciale nella ripresa dell’organismo; infatti, sottoposto a costanti impegni e pensieri dal mattino a sera, a volte anche di notte, il corpo risponde con uno stato infiammatorio diffuso che può influire su tutto il sistema riproduttivo, dalla qualità dei gameti alla capacità di impianto. Quindi, dategli tregua, riposate, spegnete la sveglia, ascoltate la musica e rilassatevi.

E, ora, il consiglio più importante: divertitevi! Al vostro ritorno, noi di SISMeR, saremo qui pronti a farvi iniziare l’emozionante strada per diventare genitori.

 

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