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Alcune sostanze contenute in prodotti di bellezza e per la cura della persona, possono influire sull‘equilibrio ormonale, condizionado l’inizio della pubertà, soprattutto nelle ragazze. E‘ quanto emerge da uno studio dell’Università di Berkeley, presentato durante il Congresso Virtuale della Società Europea di Riproduzione Umana ed Embriologia (ESHRE).

Aalcuni composti chimici, in particolare ftalati, parabeni e fenoli, presenti in prodotti di uso comune come detergenti, cosmetici e solari, possono anticipare l’inizio della pubertà, in particolare nelle ragazze. Gli effetti sono meno evidenti, ma ugualmente presenti, nei ragazzi. La pubertà precoce può avere conseguenze negative sullo sviluppo e sulla salute fisica e mentale.

Lo studio, condotto dalla Dr.ssa Kim Harley, ha coinvolto 601 donne in gravidanza tra il 1999 e il 2000. Negli anni successivi 339 bambini (159 maschi e 179 femmine) sono stati seguiti attraverso valutazioni puberali condotte ogni nove mesi nell’età tra i 9 e i 13 anni. Tra le varie misurazioni è stata prevista anche quella relativa alla concentrazione di parabene e fenolo nelle urine delle madri e dei bambini, nonché dei mataboliti di ftalato nei campioni prenatali.

L’interpretazione dei risultati deve tener conto del fatto che la maggior parte dei partecipanti erano di etnia latino-americana e che la popolazione statutnitense presenta un’elevata incidenza di sovrappeso ed obesità, ma fornisce un quadro interessante del modo in cui alcune sostanze chimiche possono influire sull’organismo fin da prima della nascita.

Alla luce di queste scoperte è fondamentale sensibilizzare i consumatori sulla scelta di prodotti che non contengano queste sostanze, sebbene l’UE sia già intervenuta in materia con norme che vietano o limitano il loro uso.

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