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Si stima che le malformazioni congenite dell’apparato genitale femminile interessino il 4-7 % delle donne.

In base alla loro tipologia ed entità, queste malformazioni possono causare problemi di infertilità e addirittura sterilità.

Le tecniche ecografiche 3D e 4D attualmente disponibili e altre procedure diagnostiche scarsamente invasive come l’isteroscopia permettono di diagnosticare in modo rapido e accurato queste malformazioni.
Un utile strumento a disposizione dei medici per classificare in modo preciso le malformazioni congenite dell’apparato genitale femminile è la classificazione elaborata nel 2014 da un gruppo di esperti dalla Società Europea di Riproduzione Umana ed Embriologia (ESHRE) e dalla Società Europea di Endoscopia Ginecologica (ESGE)1 di cui ha fatto parte anche il Dr. Luca Gianaroli (Direttore Scientifico S.I.S.Me.R.).

Identificare correttamente la tipologia e l’entità della malformazione è fondamentale per valutare se:

  • può avere un impatto sul potenziale riproduttivo della paziente
  • può costituire un rischio in caso di gravidanza
  • può essere corretta chirurgicamente

VOCE BIBLIOGRAFICA
1 Grimbizis GF, Gordts S, Di Spiezio Sardo A, Brucker S, De Angelis C, Gergolet M, Li TC, Tanos V, Brölmann H, Gianaroli L, Campo R.

The ESHRE/ESGE consensus on the classification of female genital tract congenital anomalies.

Hum Reprod. 2013 Aug;28(8):2032-44. doi: 10.1093/humrep/det098. Epub 2013 Jun 14.