Prenota un appuntamento online Doctolib

Trasparenza

Privacy

Preparazione
Qualità
Documenti Utili

Congelamento ovuli: vantaggi, rischi e limiti di una scelta

Quanto costa il congelamento degli ovuli in Italia?

Negli ultimi anni il congelamento degli ovuli, noto anche come crioconservazione ovocitaria, è diventato un tema centrale nel dibattito sulla salute riproduttiva femminile. Non si tratta solo di una procedura medica, ma di una possibilità concreta che consente alle donne di pianificare il proprio futuro riproduttivo con maggiore consapevolezza, in un contesto sociale e biologico spesso complesso. Il congelamento ovuli rappresenta oggi uno strumento importante della medicina moderna, capace di coniugare innovazione scientifica, prevenzione e libertà di scelta.

All’interno di percorsi strutturati di medicina della riproduzione, come quelli del SISMER del Gruppo Nefrocenter, la crioconservazione ovocitaria viene proposta come opzione clinica valutata caso per caso, con l’obiettivo di tutelare la fertilità e offrire informazioni chiare, realistiche e basate sull’evidenza scientifica.

Cos’è il congelamento degli ovuli

Il congelamento ovuli è una procedura che consente di prelevare, congelare e conservare nel tempo gli ovociti di una donna, mantenendone inalterate le caratteristiche biologiche. Gli ovuli vengono successivamente utilizzati, se e quando la donna lo desidererà, attraverso tecniche di procreazione medicalmente assistita come la fecondazione in vitro.

Dal punto di vista biologico, l’ovocita è una cellula particolarmente delicata, sensibile al trascorrere del tempo e ai processi di invecchiamento ovarico. La crioconservazione permette di “fermare il tempo biologico” dell’ovulo al momento del prelievo, preservandone la qualità.

La tecnica oggi più utilizzata è la vitrificazione, un congelamento ultrarapido che evita la formazione di cristalli di ghiaccio e garantisce elevati tassi di sopravvivenza ovocitaria allo scongelamento.

Perché sempre più donne scelgono di congelare gli ovuli

Le motivazioni che portano a considerare il congelamento ovuli sono molteplici e non riguardano esclusivamente la sfera medica. In alcuni casi si tratta di una necessità clinica, in altri di una scelta preventiva o personale.

Una delle indicazioni più consolidate è la preservazione della fertilità prima di trattamenti oncologici. Chemioterapia e radioterapia possono compromettere in modo significativo la funzione ovarica, e il congelamento degli ovuli rappresenta una strategia efficace per tutelare la possibilità di una gravidanza futura.

Esiste poi una quota crescente di donne che ricorre al congelamento ovocitario per motivi non medici, legati al rinvio della maternità. Cambiamenti sociali, lavorativi e personali fanno sì che molte donne si trovino a volere un figlio in una fase della vita in cui la fertilità naturale è già in declino. In questo contesto, la crioconservazione diventa una forma di prevenzione riproduttiva.

I principali vantaggi del congelamento ovuli

Uno dei principali vantaggi del congelamento ovuli è la possibilità di preservare la qualità ovocitaria. La fertilità femminile è strettamente legata all’età: non solo diminuisce il numero di ovociti disponibili, ma peggiora anche la loro qualità genetica. Congelare ovuli in età più giovane consente di conservare cellule con un potenziale riproduttivo più elevato.

Un altro beneficio rilevante è la libertà di pianificazione. La procedura non garantisce una gravidanza futura, ma amplia le opzioni disponibili, riducendo la pressione legata al tempo biologico. Questo aspetto ha un impatto significativo anche sul benessere psicologico.

Dal punto di vista clinico, il congelamento ovuli è oggi una procedura sicura, standardizzata e con percentuali di successo in costante miglioramento, soprattutto quando eseguita in centri altamente specializzati e con tecnologie avanzate, come avviene nei percorsi del SISMER del Gruppo Nefrocenter.

Come si svolge il percorso di congelamento ovocitario

Il percorso di congelamento ovuli inizia sempre con una valutazione approfondita della riserva ovarica, che include esami ormonali e un’ecografia transvaginale per stimare il numero di follicoli antrali. Un parametro chiave è l’ormone antimülleriano (AMH), indicatore della quantità di ovociti potenzialmente disponibili.

Segue una fase di stimolazione ovarica controllata, durante la quale la donna assume ormoni per favorire la maturazione di più ovociti nello stesso ciclo. Questa fase dura in genere circa dieci-dodici giorni ed è monitorata attentamente tramite ecografie e dosaggi ormonali.

Il prelievo ovocitario avviene mediante una procedura mini-invasiva, eseguita in sedazione,sotto guida ecografica, con un ago sottile che, attraverso la vagina, raggiuge le ovaia dove aspira i follicoli contenenti gli ovuli.. Gli ovuli maturi vengono immediatamente vitrificati e conservati in azoto liquido a temperature estremamente basse.

I rischi del congelamento ovuli

Come ogni procedura medica, anche il congelamento ovuli presenta alcuni rischi, seppur limitati. Il più noto è la sindrome da iperstimolazione ovarica, una risposta eccessiva alle terapie ormonali. Grazie ai protocolli moderni e personalizzati, questo rischio è oggi fortemente ridotto.

Possono inoltre verificarsi effetti collaterali lievi legati alla stimolazione ormonale, come gonfiore addominale, tensione mammaria o sbalzi dell’umore, generalmente transitori.

Il prelievo ovocitario è una procedura sicura, ma comporta, come qualsiasi atto pur minimamente invasivo, un rischio minimo di complicanze, ulteriormente ridotto se eseguito in strutture con elevata esperienza clinica.

I limiti del congelamento ovuli

Uno degli aspetti più importanti da chiarire riguarda i limiti del congelamento ovuli. La crioconservazione non è una garanzia di gravidanza futura. Il successo dipende da diversi fattori, tra cui l’età al momento del congelamento, il numero di ovuli conservati e la qualità degli stessi.

Congelare ovuli in età avanzata comporta benefici più limitati rispetto a una crioconservazione effettuata prima dei 35 anni. Inoltre, non tutti gli ovuli sopravvivono allo scongelamento e non tutti quelli fecondati portano a una gravidanza evolutiva.

Un altro limite è rappresentato dal fatto che il congelamento ovuli non previene tutte le cause di infertilità. Patologie uterine, problemi di impianto o fattori maschili possono comunque influire sull’esito finale.

Aspetti etici e psicologici della scelta

Il congelamento ovuli non è solo una decisione clinica, ma anche una scelta personale ed emotiva. Alcune donne vivono questa possibilità come una forma di rassicurazione, altre come una decisione carica di aspettative.

Per questo motivo, nei percorsi più avanzati di medicina della riproduzione, come quelli offerti dal SISMER del Gruppo Nefrocenter, il supporto psicologico e la consulenza informata sono parte integrante del processo. Comprendere limiti, probabilità reali e implicazioni emotive è fondamentale per affrontare la scelta in modo consapevole.

Quando è il momento giusto per congelare gli ovuli

Dal punto di vista biologico, il momento ideale per il congelamento ovuli è prima del naturale declino della fertilità, generalmente entro i 35 anni. Tuttavia, ogni situazione è diversa e va valutata individualmente.

Una consulenza specialistica consente di analizzare età, riserva ovarica, storia clinica e progetti di vita, per stabilire se e quando la crioconservazione possa rappresentare un’opzione utile.

Il ruolo di SISMER del Gruppo Nefrocenter

All’interno del panorama italiano della medicina della riproduzione, il Gruppo Nefrocenter e SISMER rappresentano un punto di riferimento per l’approccio integrato alla fertilità. L’esperienza clinica, la ricerca scientifica e l’attenzione alla persona consentono di offrire percorsi personalizzati, basati su protocolli aggiornati e tecnologie di ultima generazione.

Il congelamento ovuli viene inserito in un contesto di prevenzione e tutela della salute riproduttiva, con l’obiettivo di fornire strumenti concreti e informazioni corrette, senza promesse irrealistiche ma con una visione orientata al futuro.

Una scelta di consapevolezza, non di urgenza

Il congelamento ovuli non è una soluzione universale, né una risposta automatica al timore del tempo che passa. È uno strumento della medicina moderna che, se utilizzato nel modo corretto e nel contesto giusto, può offrire opportunità reali.

Informarsi, valutare con specialisti qualificati e comprendere vantaggi, rischi e limiti è il primo passo per trasformare una possibilità tecnologica in una scelta consapevole, rispettosa del corpo, del tempo e dei desideri di ogni donna.

 

Condividi questo articolo